Lo sport al centro dei percorsi educativi e di reinserimento sociale
Presentata a Roma l’iniziativa «L’Articolo 33 della Costituzione è per tutti» promossa da ACSI, ASI, ENDAS e OPES con il sostegno delle istituzioni per la riqualificazione degli impianti sortivi.
Si è svolta oggi, 22 ottobre, presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia, la conferenza stampa di presentazione del progetto di riqualificazione di una palestra e di un campo da calcio che diventa anche una struttura polivalente.
L’iniziativa «L’Articolo 33 della Costituzione è per tutti», promossa da ACSI, ASI, ENDAS e OPES, coinvolge istituzioni e organizzazioni sportive, tra cui Istituto del Credito Sportivo, e la Direzione della Casa Circondariale con l’obiettivo di restituire piena funzionalità e sicurezza agli spazi destinati all’attività fisica dei detenuti.
Il progetto prevede il recupero del campo sportivo esterno, che sarà reso polivalente per la pratica di diverse discipline, e la riqualificazione della palestra interna, attraverso interventi di adeguamento delle strutture e degli impianti.






Nel suo intervento, il Presidente nazionale ACSI, Antonino Viti, ha sottolineato come il significato dell’iniziativa vada ben oltre il recupero materiale degli impianti sportivi.
«Non stiamo semplicemente restituendo uno spazio allo sport. Stiamo contribuendo a restituire alle persone un’opportunità. La detenzione limita la libertà personale, ma non deve cancellare il diritto alla dignità, alla salute e alla possibilità di costruire un futuro diverso».
Il Presidente ha inoltre richiamato i principi costituzionali che riconoscono la finalità rieducativa della pena e il valore educativo e sociale dello sport, evidenziando come proprio all’interno degli istituti penitenziari l’attività sportiva possa contribuire al rispetto delle regole, alla responsabilizzazione individuale e alla ricostruzione delle relazioni sociali.
La collaborazione tra istituzioni, amministrazione penitenziaria ed Enti di Promozione Sportiva rappresenta un esempio concreto di come lo sport possa concorrere al miglioramento delle condizioni di vita e alla preparazione del reinserimento nella società.
Per ACSI, sostenere questo progetto significa confermare una visione dello sport che non si esaurisce nella competizione, ma si estende alla solidarietà, all’educazione e all’inclusione sociale.
Un impegno che trova particolare significato nelle parole conclusive del Presidente Viti:
«Lo sport non restituisce la libertà, ma può aiutare a prepararsi a viverla nuovamente, con maggiore consapevolezza e responsabilità».