IL D.LGS. 179/2026 SULLA INTELLIGENZA ARTIFICIALE INTERESSA ANCHE LE ORGANIZZAZIONI SPORTIVE
Il 23 ottobre 2026 è entrato in vigore il D.Lgs. 179/2026, così detto Decreto AI, le cui implicazioni possono riguardare anche le organizzazioni sportive: associazioni, società, gli stessi Enti di promozione.
Qui il testo ufficiale: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-10-08&atto.codiceRedazionale=26G00200
DECRETO LEGISLATIVO 7 ottobre 2026, n. 179 Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale, in materia di poteri delle Autorità nazionali e di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella formazione. (26G00200) (GU Serie Generale n.234 del 08-10-2026).
DI COSA SI PARLA
Questo decreto – insieme al D.Lgs. 160/2026 – applica in Italia le regole europee sull’intelligenza artificiale dell’AI Act a imprese, professionisti e pubblica amministrazione. Il testo è diviso in cinque capi: governance e sanzioni; intelligenza artificiale nella formazione, nelle professioni, nel lavoro, nella sanità e nella PA; tutela come segreto aziendale di dati e algoritmi di addestramento; clausola finanziaria.
I soggetti e i settori principalmente coinvolti dalle nuove regole sono:
· chi progetta, sviluppa e immetta sul mercato sistemi di IA,
· imprese che usano l’IA nella gestione aziendale quotidiana, con una particolare tutela dei lavoratori,
· gli iscritti agli ordini professionali (come ingegneri, architetti o avvocati) che mantengono la piena responsabilità legale e devono seguire corsi di formazione e aggiornamento continuo sui rischi algoritmici che comporta l’uso di IA a supporto di assunzione delle decisioni,
· le Istituzioni Scolastiche coinvolte nell’introduzione coordinata dell’IA a scopi didattici, con programmi di alfabetizzazione digitale e tutele stringenti per i minori,
· Il Settore Sanitario per quanto riguarda i processi di diagnosi, cura o gestione della disabilità con l’obbligo di formazione continua (ECM) specifica sull’IA per il personale medico,
· la Pubblica Amministrazione può usare l’IA per semplificare i processi amministrativi, fermo restando i limiti di trasparenza,
· nel campo della giustizia, l’IA può supportare le indagini ma non sostituire la riserva decisionale del magistrato.
Il decreto assegna poteri ispettivi e sanzionatori specifici a due enti cardine:
• AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), come autorità di notifica e coordinamento.
• ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale), con funzioni di vigilanza del mercato.
L’obiettivo generale è tutelare la trasparenza, la responsabilità, la salvaguardia della scelta consapevole e responsabile, la deontologia professionale. Infatti siamo in un momento storico dove si sta sviluppando il timore che un uso spropositato di intelligenza artificiale e di automazione robotica possa mettere in crisi il lavoro dell’uomo e addirittura la sua stessa identità e qui le norme intervengono a tutela, come recita l’art. 3 del suddetto decreto che dichiara: “Il presente decreto, nel rispetto dei principi generali contenuti nell’articolo 3 della legge IA, è adottato in una prospettiva di garanzia antropocentrica, di uso corretto, trasparente e responsabile dei sistemi di IA e di vigilanza sui rischi per diritti e libertà”.
PERCHE’ INTERESSA ANCHE IL MONDO DELLO SPORT
Senza la pretesa di entrare nei dettagli – tra l’altro di una materia tutta nuova e ancora in fase di studio – l’obiettivo di questo articolo è quello di stimolare l’attenzione verso quello che tale normativa può portare anche nel nostro mondo sportivo.
Troviamo un riferimento esplicito nella:
LEGGE 23 settembre 2025, n. 132 – Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/25/25G00143/sg
Art. 22 – Misure di sostegno ai giovani e allo sport
Comma 3. “Lo Stato favorisce l’accessibilità ai sistemi di intelligenza artificiale per il miglioramento del benessere psicofisico attraverso l’attività sportiva, anche ai fini dello sviluppo di soluzioni innovative finalizzate a una maggiore inclusione in ambito sportivo delle persone con disabilità. Nel rispetto dei principi generali di cui alla presente legge, i sistemi di intelligenza artificiale possono essere utilizzati anche per l’organizzazione delle attività sportive”.
Una grande opportunità, uno strumento prezioso e versatile, così come l’Intelligenza Artificiale sta penetrando ogni giorno di più nelle nostre abitudini quotidiane la vediamo diffondersi a supporto di molte attività e aspetti gestionali nel settore sportivo, alcuni esempi:
· ricerca di informazioni e documenti,
· elaborazione di grafica e contenuti per materiali promozionali e di comunicazione,
· gestione iscrizioni e tesseramenti,
· analisi dei dati relativi alla frequenza ai corsi,
· elaborazione programmi di allenamento o programmi alimentari,
· impiego di sistemi di videoanalisi per la performance degli atleti, di dispositivi indossabili o monitoraggio biometrico,
· gestione dei turni e dati relativi alle risorse umane,
· Chatbot e assistenti AI che rispondono alle richieste virtuali h24.
A proposito di assistenti virtuali i sodalizi affiliati con ACSI hanno già avuto il piacere di incontrare “ZOE” la nostra chatbot; qui abbiamo dovuto attivare delle funzioni di trasparenza e tutela: chi inserisce le informazioni e controlla le fonti? come si usano eventuali dati sensibili che vengono inseriti o trovati?
Lo abbiamo chiesto proprio a ZOE e ci ha risposto: “Le informazioni che ti fornisco su ACSI provengono dai contenuti informativi dell’associazione. Per verifiche o aggiornamenti, puoi contattare ACSI all’indirizzo [email protected]. Se vuoi, posso anche aiutarti a trovare l’ufficio più adatto alla tua richiesta”
Abbiamo aggiunto: “Posso chiedere a te informazioni su un tesserato?” e ZOE risponde: “Puoi chiedermi informazioni sulle procedure relative a un tesserato. Non posso però consultare o verificare la sua posizione personale: per dati specifici, modifiche o stato del tesseramento, contatta il sodalizio che lo ha tesserato”.
ZOE risponde in modo pertinente perché la sua intelligenza è stata addestrata da un operatore umano, ovvero da un professionista che la supervisiona per garantire un reale servizio a chi la interroga, inoltre viene data l’informazione trasparente che si sta interagendo con una macchina e non con un essere umano.
Il D.Lgs.179/2026 quindi apre nuovi ambiti di attenzione anche per noi Enti di promozione sportiva, per le Federazioni, per le ASD e SSD e per gli Enti del Settore:
· individuare i sistemi di IA usati – anche verificando se alcuni dovessero essere integrati nei software già acquistati – e valutare se esistono fattori di rischio;
· distinguere tra uso interno, uso verso l’esterno, uso nei rapporti di lavoro;
· individuare chi autorizza, controlla e corregge gli output prodotti dagli strumenti;
· definire quali dati possono essere inseriti nei sistemi e quali informazioni vanno escluse;
· gli aspetti che riguardano contratti di collaborazione, assunzioni, licenziamenti, provvedimenti disciplinari (inclusi i provvedimenti legati alle misure di Safeguading) e valutazioni delle prestazioni vanno decisi esclusivamente da personale umano, pena la nullità;
· per l’assegnazione di programmi di allenamento la IA non può sostituire le figure professionali certificate (resta la responsabilità della ASD o SSD). Inoltre le prescrizioni riabilitative o nutrizionali mediche devono essere supervisionati da un professionista sanitario abilitato;
· nell’ impiego di sistemi di videoanalisi, di dispositivi indossabili o monitoraggio biometrico, si richiede una rigorosa compliance privacy (GDPR), informativa preventiva e verifica della natura dei sistemi;
· se l’ente utilizza sistemi di intelligenza artificiale che incidono sull’organizzazione del lavoro, sui ritmi o sui processi decisionali dei dipendenti/collaboratori, deve integrarli obbligatoriamente nel documento di valutazione dei rischi (DVR) ai sensi del D.Lgs. 81/2008;
· in quanto datore di lavoro l’ente sportivo rientra negli obblighi di formazione nei confronti di chi utilizza software o strumenti dotati di IA, affinché riceva un’adeguata alfabetizzazione digitale.
In conclusione lo sport può avere tanti vantaggi nell’usare l’IA ma per usare l’Intelligenza Artificiale ci vuole intelligenza e diligenza.